… partendo da qualche riferimento fattuale. Di tradizionali misure del rischio percepito ne vorrei considerare due: l’indice VIX e l’indice della fiducia degli investitori istituzionali, elaborato da State Street. Vediamo, prima di tutto, di che si tratta.
E’ consuetudine, in finanza, ritenere che la volatilità del mercato azionario sia la manifestazione più immediata ed evidente della sua rischiosità. La più comune misura della volatilità, per il mercato guida americano, è quella data dall’indice VIX – calcolato dal Chigaco Board Options Exchange sulla base dei prezzi di un basket di opzioni sull’indice S&P…
… rally che fecero all’incirca raddoppiare le quotazioni azionarie, in entrambe le occasioni, nel giro di pochi mesi.
Per capire come fu possibile, e come sul mercato azionario si siano di recente create condizioni analoghe, vale la pena considerare un secondo grafico di Bespoke Investment Group, che illustra la volatilità dell’indice S&P 500, espressa in termini di media a 50 giorni della variazione giornaliera assoluta.
L’11 novembre scorso, quando il grafico è stato pubblicato, il dato era pari al 3,26%. Da allora non ha fatto che aumentare, visto che si sono succedute diverse sedute con variazioni superiori…
… rialzi di questa entità furono addirittura 12 (per i dettagli, vedi la tabella alla fine).
Nel lungo bull market durato dall’autunno del 2002 all’autunno del 2007 di rally da 300 punti non c’è traccia. Il motivo è che movimenti così esagerati, nell’arco di una sola seduta, sono espressione di quella elevata volatilità che è una caratteristica tipica dei mercati ribassisti.
La stessa lezione può essere estesa al rally dei titoli bancari, che a Wall Street hanno recuperato il 30% circa da metà luglio, quando il Tesoro americano e la Fed sono intervenuti a sostegno di Fannie Mae e Freddie Mac, i due giganti malati del credito…