… così: Chi è l’investitore intelligente?
La questione è ambiziosa e mi guarderò dall’abbozzare una mia personale risposta. Io sono un apprendista che in questo blog cerca solo di andare a lezione dai maestri migliori. Vista la domanda, per questo post propongo di fare ricorso a Benjamin Graham, fondatore del value investing, maestro di Warren Buffett e autore di un libro, The Intelligent Investor, che Buffett ha sempre indicato come la più saggia e profonda introduzione all’attività d’investimento.
Alla lezione di Graham vorrei solo premettere un curioso e istruttivo aneddoto che Jason Zweig, un giornalista americano, include…
… è probabile, tuttavia, è che il mercato salirà, forse anche di molto, ben prima che l’umore degli investitori o l’economia comincino a migliorare.”
Del ritrovato appeal delle azioni ha scritto di recente, nella sua ultima lettera trimestrale agli investitori, anche Jeremy Grantham, un altro nume tutelare del value investing.
Per la prima volta da oltre una quindicina d’anni – nota Grantham – il mercato americano è sceso al di sotto del suo valore equo (fair value), da lui stimato a circa 975 punti per l’indice S&P 500. Ancora più sottovalutati risultano i mercati emergenti e quello europeo.
Ciononostante, c’è…
… dell’edizione italiana del Piccolo libro che batte il mercato azionario di Joel Greenblatt, e poi scrissi un post che è presto diventato il più letto di questo blog. Nell’articolo sintetizzavo il lavoro di Greenblatt e tessevo le lodi della sua Formula vincente, un geniale condensato della tradizione del value investing basato su due semplici criteri di valore e di qualità come il rapporto utili/prezzo e la redditività del capitale.
La reazione dei lettori, come ho accennato, fu di grande interesse, ma portò anche alla luce una questione a cui io non seppi dare una risposta del tutto soddisfacente. La Formula – come…
Nella prima parte di questo articolo ho esposto tre dei nove principi in cui Mohnish Pabrai (nella foto a fianco) sintetizza, nel suo recente libro The Dhandho Investor, la filosofia del value investing. Si trattava, come abbiamo visto, delle seguenti regole:
1. Concentrati nell’acquisto di quote di aziende già esistenti e ben avviate.
2. Investi in aziende semplici operanti in settori poco soggetti al cambiamento.
3. Compra aziende in difficoltà in settori in difficoltà.
Vorrei ora affrontare questi altri tre principi:
4. Compra aziende con un durevole vantaggio competitivo: il “fossato”.
5. Scommetti con forza quando le…
… pervenire alla “certezza” che “il metodo continui a generare extraperformance nel lungo periodo”.
4) Un quarto problema ha a che fare con la natura e le ragioni del successo della Formula.
Greenblatt ritiene che se funziona è perché è un condensato – semplice, flessibile ed efficace – dei principi del value investing. Ha successo non per fortuna ma perché è “sensata.” Ed è sensata perché consente di selezionare “in modo sistematico” delle “società al di sopra della media” che possono essere acquistate “a prezzi inferiori alla media.”
Che ci siano poi investitori value che riescono a battere il mercato,…
Tra i giovani eredi della tradizione del value investing uno degli investitori che più si è messo in luce negli ultimi anni, come documenta il sito GuruFocus.com, è Mohnish Pabrai. Il suo veicolo d’investimento, Pabrai Funds, è stato costituito nel 1999 e non ha, dunque, una lunghissima storia. Ma la brillantezza con cui ha superato il bear market del 2000-2002 e il rendimento annualizzato, al netto dei costi, del 29% che ha saputo ottenere dall’avvio a oggi consentono di dire che il personaggio ha della stoffa.
La primavera scorsa Pabrai ha pubblicato negli Usa il suo secondo libro: The Dhandho Investor, the low risk value method to…
… che qualificarsi agevolmente per la Top 100, merita probabilmente di essere incluso nella Top 10 di tutti i tempi. Vediamo il perché.
In estrema sintesi, direi che i motivi sono tre:
a) Greenblatt stesso, uno dei più grandi investitori di sempre e, tra i contemporanei, uno dei massimi eredi della tradizione del value investing, come ben documenta GuruFocus.com, un sito specializzato nell’identificare i migliori investitori al mondo e monitorarne l’attività;
b) l’idea all’origine del libro, che ne ha determinato la forma e lo stile, fuori dal comune. “Il Piccolo Libro” è stato pensato per i figli preadolescenti di Greenblatt,…
In due post del mese scorso, Cicli di mercato e rendimenti e value investing o investimento passivo?, riflettevo in modo analitico, seppur sommario, sulle coordinate di fondo di questo blog, e cioè sui meriti e demeriti delle varie filosofie d’investimento. Investire è infatti, prima di tutto, un’attività intellettuale. Richiede l’elaborazione di un sistema di idee critico, non contraddittorio e operativamente efficace. Insomma, per ogni investitore, la messa a punto di una filosofia d’investimento viene prima di ogni altra cosa.
Vorrei qui sintetizzare, e forse chiarire, il senso di quei post, che è anche il senso della ricerca…
C’è un divertente e illuminante testo di Warren Buffett sul value investing, ed è la conferenza che tenne nel 1984 alla Columbia University per commemorare i 50 anni dalla pubblicazione di “Security Analysis”, l’opera di Benjamin Graham e David Dodd che creò un metodo per valutare le aziende e segnò la nascita dell’approccio agli investimenti basato sul “valore”. La conferenza s’intitola “I Superinvestitori di Graham & Doddsville” e prende le mosse dall’analisi delle straordinarie performance ottenute da un gruppo di investitori e amici, uniti da una comune appartenenza intellettuale: l’aver frequentato i corsi di Graham e Dodd…