… di moneta e assicurare che la ripresa del ciclo non comporti inflazione.”
Per ora, però, la minaccia non è l’inflazione ma la deflazione e l’avvitarsi della crisi su se stessa in una “bolla negativa” di attese pessimistiche che si rinforzano a vicenda e che potrebbero precipitarci di nuovo in una grande depressione come quella degli anni ’30.
Nella stessa intervista, Bernanke è molto esplicito nell’individuare i due errori capitali commessi dalla Fed negli anni ’30, che permisero allora il radicarsi della deflazione e il degenerare della crisi in una catastrofica depressione.
“Fecero, fondamentalmente,…
… ai tempi di Bagehot, e se – come sostiene Kindleberger – è l’azione delle banche centrali a decidere in primo luogo della durata e gravità di una crisi finanziaria, perché accadde un disastro come la Depressione degli anni ’30?
La risposta, sempre di Kindleberger, è che durante la crisi del ’29 e la grande depressione che ne seguì, non ci fu nessuno che si fece carico, a livello internazionale, del compito di prestatore di ultima istanza. Se la depressione fu così “ampia, profonda e prolungata” fu perché la Gran Bretagna, “esaurita dalla guerra e vacillante dopo l’abortita ripresa degli anni ’20, fu incapace…
A ogni nuovo scossone sui mercati, in questo memorabile 2008, si sprecano i riferimenti alla crisi del ’29 e alla grande depressione degli anni ’30. Si tratta in genere di stereotipate affermazioni avare di sostanza. Ma in qualche caso le iperboli hanno un fondamento. Stanno nei fatti e nei numeri, come evidenziano alcuni grafici che mi è parso utile raccogliere qui di seguito per un paio di ragioni: danno un’idea dell’eccezionalità della “sbandata” presa dagli investitori in questo annus horribilis, e offrono il destro sia per un ammonimento che per una rassicurazione, entrambi preziosi al fine di ritrovare un po’ di equilibrio…