… del ciclo economico
Scrivevo qualche giorno fa, nel post Indicatori leading, qualche segnale incoraggiante, che il rimbalzo degli indicatori anticipatori americani (il LEI del Conference Board e il WLI dell’ECRI) rendeva il rally dei mercati azionari dai minimi di inizio marzo più convincente rispetto ai bear market rally dei mesi scorsi. Quelli poggiavano sulla semplice e temporanea presa di profitto da parte della gran massa dei ribassisti, questo anche sulla percezione che il continuo deterioramento dei fondamentali sta finalmente rallentando.
Il recupero dei leading indicators è nel frattempo continuato: il WLI, diffuso…
… impegnative sia sull’andamento del mercato che su quello di indicatori come il WLI dell’ECRI o il LEI del Conference Board. Ma il fatto che tutti e tre in questo momento stiano risalendo dai minimi non va sottostimato: è un fattore che rende di per sé più significativo l’attuale rally azionario in confronto ai bear market rally che l’hanno preceduto.
Rispetto alla grande volatilità del mercato azionario, l’andamento dei leading indicators – come abbiamo visto – è più stabile e affidabile. Quando invertono rotta, di solito non fanno bizze e non si voltano indietro. I falsi segnali sono poco frequenti.
Un apparente…
… Mae e Freddie Mac, i due giganti malati del credito fondiario.
Rosenberg osserva come nel 2000-2002, quando nell’occhio del ciclone c’erano i titoli tecnologici, l’indice Nasdaq arrivò a perdere quasi l’80% del suo valore dopo aver percorso ben tre fasi di concitati rialzi superiori al 30%.
Insomma, i bear market rally possono anche impressionare (e far male a chi specula troppo incautamente al ribasso). Ma sono fuochi di paglia.
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