Categoria: strategie d'investimento

Pessimismo e contrarian investing

Se c’è un’analisi che al momento non è troppo difficile fare è quella dell’umore degli investitori, o – come si dice in gergo – del sentiment, che è estremamente depresso. Il mondo intero ha atteso per mesi il cambio di amministrazione alla Casa Bianca e poi, nelle ultime settimane, ha reagito con un diffuso senso di delusione alle iniziative che sono state annunciate. Intanto, gli indicatori economici non hanno fatto che peggiorare e la crisi delle banche si è avvitata su se stessa. L’esito è sotto gli occhi di tutti: i mercati azionari si sono inabissati, perforando i minimi dello scorso autunno.

Di indicatori del >> continua a leggere



Recessione, azioni e l’ingannevole buon senso

Questi sono tempi grami per molti investitori, costretti a convivere con minusvalenze, incertezze e paure. Se c’è un aspetto chiaro della situazione, che sembra poter servire da fondamento a qualche scelta di buon senso, si tratta purtroppo del fatto che la congiuntura economica sta peggiorando. Su questo proprio non c’è dubbio. Basta guardare al dato sull’occupazione americana di novembre, diffuso venerdì. La perdita di 533 mila posti di lavoro in un solo mese è il risultato peggiore dal dicembre 1974. Nessuno si aspettava una simile débacle.

Né le cattive notizie si fermano lì. Un indicatore affidabile di quel che ci si può >> continua a leggere



Punto di svolta

Nell’ultimo paio di settimane il mio punto di vista sui mercati è cambiato. Chi ha letto il blog sa quanto io sia stato negativo – sin dai miei primi post nella primavera del 2007 – sulle prospettive del ciclo economico e delle Borse e quanta cautela abbia invitato a esercitare mentre montava quella che avevo descritto, ben prima che il processo entrasse nella sua fase acuta, come una gigantesca bolla del credito in procinto di trasformarsi in un’epocale crisi finanziaria (vedi ad esempio i post La prima bolla davvero globale, Le banche i mercati e la bolla del credito o Buffett, Gross e gli schemi di Ponzi delle banche). Ciò che poteva >> continua a leggere



I Fed funds sono al 2% ma le Borse calano. Perché?

Un lettore, Francesco, mi ha scritto chiedendo lumi su una “teoria” appresa da un amico che ha un master alla Bocconi, secondo cui “quando i tassi sono bassi, le azioni iniziano a salire, quando i tassi sono alti iniziano a scendere”. Francesco, facendo dei confronti tra andamenti di Borsa e tasso Euribor dal 2000 a oggi ne ha ricavato delle conferme. Ma ha cominciato a scorgere “anomalie” quando ha esteso le sue verifiche ai tassi a breve americani. Un livello accomodante dei Fed funds non ha originato una pronta ripresa dei corsi azionari né nel 2001 né oggi. Come stanno dunque le cose?
Del rapporto tra tassi d’interesse e >> continua a leggere



Tre buone analisi e una regola del value investing

Ora che anche gli indici di Borsa più resistenti, come il Dax che aveva aperto l’anno ancora vicino ai massimi storici, hanno violato i supporti dell’agosto scorso dando avvio a un trend ribassista vorrei andare a rileggere quanto avevo scritto il 22 novembre nel post Un bear market azionario è forse alle porte? Prendevo allora le mosse da due precedenti analisi pubblicate nel blog il 9 ottobre (nel post L’analisi tecnica svela un rally di Borsa sospetto) e il 21 ottobre (nel post Mini-crollo a Wall Street e prospettive di Borsa). Nella prima, scritta proprio alla vigilia del ripiegamento dei listini azionari americani dai massimi di >> continua a leggere



La formula vincente per battere i mercati azionari

Un editore poco noto ai cultori di finanza, Edizioni di Cinehollywood, ha finalmente tradotto in italiano Il Piccolo Libro che Batte il Mercato Azionario di Joel Greenblatt. Parafrasando Neil Armstrong, direi che si tratta di un piccolo passo per l’umanità ma di un balzo enorme per l’Italia. Se uno dovesse infatti stilare una lista dei cento libri più importanti in materia di investimenti, scoprirebbe che quelli disponibili in italiano si contano sulle dita di una mano. Triste a dirsi, ma è così. Ora si è aggiunto il lavoro di Greenblatt ed è una grande novità, dato che “Il Piccolo Libro”, oltre che qualificarsi agevolmente per >> continua a leggere



Puntare sul dividend yield? Rischi e opportunità

“Puntare sulle cedole?” si chiede l’ultimo numero del settimanale Il Mondo in un articolo ambiziosamente pubblicato nella rubrica “Strategie” della sezione “Mercati”. Peccato che di strategie l’articolo non parli, limitandosi a presentare la nascita di un nuovo indice, il Global select dividend index della Dow Jones, e una lunga lista di prodotti – fondi ed Etf – tra i quali può scegliere chi in Italia voglia investire in strumenti azionari ad alto tasso di dividendo. Resta la domanda: perché puntare sui dividendi? E’ una strategia redditizia? Quali sono i rischi e quali le opportunità?

Cercherò di dare delle >> continua a leggere



Azioni, “Sell in May” e compra a novembre?

“Sell in May and go away” è uno dei più noti adagi di Wall Street. Per un ottimo motivo. Negli anni ha infatti riassunto, in una sintesi infantile ma efficace, la più semplice delle strategie per fare fortuna come investitore. “Vendi a maggio e vai via (in vacanza)”, recita dunque la raccomandazione. Con un sottinteso: torna a novembre, e, per un semestre, non farti sfuggire il rally delle Borse.

Detta così, la cosa appare poco credibile. Sembra una presa in giro tanto delle teorie accademiche sull’efficienza dei mercati, che degli enormi sforzi profusi da generazioni di investitori – con grande dispendio di intelligenze e >> continua a leggere



Ciclo presidenziale e bear market del 2009

Nel mio post Il Mercato delle Idee 03/10/07, riferendo dell’impopolarità di George W. Bush, avevo fatto alcune considerazioni sul cosiddetto ciclo presidenziale. E’ un punto che merita di essere approfondito, e l’opportunità mi viene offerta da un utile articolo su Optionetics, da cui riprenderò un paio di grafici. Di cicli di mercato si parla spesso, perché è da almeno un secolo che si è capito come tanto l’attività economica che l’andamento delle Borse seguano un moto “pendolare” tra fasi espansive, di solito più prolungate, e fasi di contrazione, tipicamente più rapide e concitate.

Il problema, per gli >> continua a leggere



Classifiche dei fondi: come evitare le trappole

Lunedì scorso la sezione Patrimoni&Finanza del CorrierEconomia, il supplemento settimanale del Corriere della Sera, si apriva con un articolo a tutta pagina che discorreva, in avvio di semestre, di cosa potrà fare la Borsa da qui a fine anno. Giusto per andare sul sicuro, le autrici del pezzo, Giuditta Marvelli e Francesca Monti (che non conosco e che sono istintivamente portato a ritenere brave e in ottima buona fede) si erano premurate di stilare una classifica dei “magnifici 20”, e cioè dei fondi azionari italiani “più brillanti e costanti negli ultimi 5 anni”.

A cinque manager tra i venti “campioni” avevano poi >> continua a leggere



La prima bolla davvero globale

Ho già accennato, nei post Analisi strategica del ciclo e Utili record e utili normalizzati, perché i mercati azionari siano da giudicare sopravvalutati e come lo scoppio della bolla dei titoli TMT, tra il 2000 e il 2002, sia stato seguito dal gonfiarsi di svariate altre bolle nei settori più disparati (immobiliare, private equity, mercati del credito, Cina, etc). Dei boom e dei crolli di mercato, dal 2000 a oggi, si è ovviamente scritto molto, a partire da Euforia irrazionale di Robert Shiller, un libro tempestivo e lungimirante uscito negli Usa a inizio 2000. Vorrei qui soffermarmi su due lavori più recenti, utili per cercare di >> continua a leggere



Analisi strategica del ciclo II

Il mio precedente post, Analisi strategica del ciclo I, si può riassumere in poche idee: a) Ai fini di una profittevole gestione del portafoglio, l’esame assiduo e minuzioso del ciclo economico è, per l’investitore accorto, una tentazione da respingere. b) Può essere utile, invece, un’analisi strategica che sia esclusivamente mirata a individuare i grandi punti di svolta segnati dall’approssimarsi di una recessione, un evento relativamente raro (verificatosi, ad esempio, solo nove volte negli Stati Uniti dal dopoguerra a oggi). c) Nel riconoscere per tempo una recessione, l’investitore accorto sa di non poter far conto né sul >> continua a leggere



Analisi strategica del ciclo I

Lo stato d’animo dell’investitore accorto alle prese con l’analisi del ciclo dovrebbe essere innanzitutto di diffidenza. I su e giù dell’economia e delle Borse sono infatti sin troppo discussi e analizzati in tutte le salse, con in genere un unico, negativo risultato: quello di indurre l’investitore a entrare e uscire continuamente dal mercato, facendo lievitare costi e tasse a scapito dei rendimenti. Piuttosto del nevrotico e confuso agitarsi, sulla spinta delle ondate emotive che spesso colorano le analisi du jour – o quanto meno l’interpretazione che si finisce per darne – è molto meglio un atteggiamento distaccato e >> continua a leggere