Categoria: risparmio gestito

I fondi comuni e i rating che irretiscono

Sono andato a rileggere il mio post Classifiche dei fondi: come evitare le trappole, del luglio scorso. Penso che anche per i miei lettori potrebbe essere interessante fare altrettanto. In quell’analisi prendevo di mira un servizio pubblicato con grande evidenza su CorrierEconomia all’avvio del secondo semestre del 2007. L’inserto del Corriere della Sera aveva elaborato, sulla base di criteri che venivano presentati come particolarmente affidabili, una classifica dei “magnifici 20”: i 20 fondi azionari italiani “più brillanti e costanti negli ultimi 5 anni.” A cinque tra i migliori gestori, enfaticamente introdotti come “i >> continua a leggere



Le banche, i media e il piccolo investitore II

Riprendo da dove avevo interrotto la prima parte di questo post, analizzando qualche caso concreto del problematico rapporto tra media e piccoli investitori nel nostro paese. Un po’ alla cieca, dal mucchio di giornali accatastati nel mio ufficio, estraggo gli ultimi numeri de Il Mondo, settimanale economico del gruppo Rizzoli Corriere della Sera (RCS), e di CorrierEconomia, inserto settimanale del Corriere della Sera. Si tratta di pubblicazioni considerate di qualità, leader di mercato a larga diffusione. Sono anche testate ad alto rischio di conflitto d’interessi, vista la preponderanza di gruppi finanziari nell’azionariato di RCS: >> continua a leggere



La debacle dei fondi comuni italiani

4 ottobre 2007, ore 15:22 | 1 Commento | risparmio gestito

Mi era sfuggito un interessante articolo di Beppe Scienza (nella foto) sulla debacle dei fondi comuni italiani. Pubblicato su Libero Mercato il primo di settembre, quando molta gente è ancora in ferie o alle prese con i mille grattacapi del rientro nella routine di lavoro, riporta i risultati dell’analisi condotta ogni anno dall’ufficio studi di Mediobanca sull’industria dei fondi italiani.

E’ uno studio accurato e importante, visto che passa ai raggi X la bontà o meno delle scelte d’investimento di ben undici milioni di italiani, che affidano ai fondi comuni almeno una parte dei loro risparmi. Purtroppo viene divulgato in >> continua a leggere



Classifiche dei fondi: come evitare le trappole

Lunedì scorso la sezione Patrimoni&Finanza del CorrierEconomia, il supplemento settimanale del Corriere della Sera, si apriva con un articolo a tutta pagina che discorreva, in avvio di semestre, di cosa potrà fare la Borsa da qui a fine anno. Giusto per andare sul sicuro, le autrici del pezzo, Giuditta Marvelli e Francesca Monti (che non conosco e che sono istintivamente portato a ritenere brave e in ottima buona fede) si erano premurate di stilare una classifica dei “magnifici 20”, e cioè dei fondi azionari italiani “più brillanti e costanti negli ultimi 5 anni”.

A cinque manager tra i venti “campioni” avevano poi >> continua a leggere



TFR o previdenza integrativa?

26 giugno 2007, ore 11:41 | Scrivi un commento | previdenza, risparmio gestito

Per 11 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato siamo alla stretta finale: entro la fine del mese devono decidere cosa fare del TFR, se mantenerlo in azienda o destinarlo alla previdenza integrativa. Siccome tutti ne parlano, io non lo farò. O, almeno, non lo farò con la cura e il dettaglio che l’argomento merita. Voglio soltanto segnalare tre utili e sintetiche letture, tra loro complementari: TFR e fondi pensione di Riccardo Cesari, Il gioco delle pensioni: rien ne va plus? di Giuliano Amato e Mauro Marè, e La pensione tradita di Beppe Scienza.

Il libro di Cesari spiega bene l’evoluzione del sistema pensionistico >> continua a leggere



I benefici del lungo periodo

Si sente spesso dire che il bravo investitore ignora le fluttuazioni di breve periodo e bada ai risultati di lungo periodo. Ma non sempre è chiaro il perché. E si finisce per fare il contrario, cercando il rapido profitto o battendo in ritirata al primo rovescio di mercato. Esistono dunque i benefici del lungo periodo? E quali sono?

Chi prova a spiegarli si concentra di solito sul più evidente, il fattore costi. E’ indubbio che la compravendita frequente di titoli, sulla spinta delle continue oscillazioni dei mercati, comporta costi di intermediazione, spread e tasse la cui incidenza può essere notevole, nell’ordine di diversi >> continua a leggere