Diversi lettori mi chiedono consiglio su qualche buona lettura che sia d’ispirazione per diventare investitori migliori. Proverò a venire loro incontro con questa rubrica, dove di tanto in tanto intendo presentare delle pagine di libri che in me hanno lasciato il segno. Per giustificare in partenza le preferenze a volte eccentriche che, immagino, andrò a fare dico subito che per me i mercati finanziari sono una realtà molto complessa. Mi affascinano per questo, perché – in fondo – ci assomigliano. Prima dei tecnicismi, prima della capacità di decifrare un bilancio, prima dell’abilità nell’applicare i modelli valutativi della >> continua a leggere
Come se la stanno cavando le banche italiane, alle prese con la crisi finanziaria e la recessione economica? Per farmene una rapida idea ho trovato finalmente il tempo di dare uno sguardo all’ultimo bollettino economico della Banca d’Italia, uscito a metà gennaio. La diagnosi della nostra banca centrale è rassicurante. Ecco cosa scrive:
“Nel complesso il sistema bancario italiano ha sinora risentito meno di altri dell’impatto della crisi […]. Dall’inizio delle turbolenze i maggiori gruppi bancari hanno registrato svalutazioni connesse con la crisi per circa 4,5 miliardi di euro, un ammontare contenuto se confrontato con >> continua a leggere
All’inizio di ogni semestre la rivista americana Barron’s organizza una tavola rotonda tra una decina di grandi investitori allo scopo di sondare le loro aspettative sui mercati finanziari, riportandone poi un ampio resoconto. Nell’ultima, pubblicata in queste settimane, Felix Zulauf descrive tra l’altro Barack Obama come “pericoloso per il mercato”, nel senso – si affretta a chiarire - che “le aspettative che possa cambiare il mondo sono troppo elevate.” Alla fine, aggiunge, “il mercato resterà deluso del fatto che non ce la farà a cambiare le cose così in fretta e così a fondo quanto la gente spera.”
Come si >> continua a leggere
Ai lettori dell’Investitore Accorto invio di cuore i migliori auguri di buone feste. Il 2008 si chiude, per la gran parte degli investitori, in un clima dimesso. Spero che il mio blog, nel corso dell’anno, sia stato utile e abbia magari consentito a qualcuno di evitare gli errori peggiori.
A chi è stato travolto dalla brutalità dei mercati l’invito è a non disperare. Avranno modo di rifarsi, soprattutto se analizzeranno a mente serena le ragioni dei loro passi falsi. In questo, spero, potremo continuare ad esserci di reciproco aiuto anche nel corso del 2009.
A chi sereno, al momento, non si senta, dedico il mio pensiero >> continua a leggere
Del Berlusconi IV non vorrei per ora occuparmi. Lo fanno già in tanti. E alla fine parleranno i fatti. Però un articolo di Filippo Ceccarelli sulla Repubblica di oggi mi preme segnalarlo. E’ dedicato al “nuovo” sottosegretario agli Esteri Enzo “Tarzan” Scotti, così soprannominato – ai tempi delle beghe correntizie all’interno della vecchia DC – “per la spiccata attitudine a librarsi sulla temibile giungla dello scudo crociato usando appunto le correnti come liane”.
Alla Farnesina Enzo Scotti già mise piede – come ministro – nell’estate del 1992. Ci restò poco, 25 giorni. Era la fine di un’era politica, il >> continua a leggere
Devo delle scuse ai miei lettori. Nelle ultime settimane, il tempo che di solito dedicavo al blog l’ho invece impegnato nella campagna elettorale. Come mai? Sono forse un attivista politico? No, non lo sono, o almeno non nel senso tradizionale.
Anzi, come giornalista ho sempre pensato che fosse mio dovere non essere iscritto a partiti al fine di conservare quella libertà di giudizio che è necessaria a chi voglia essere al servizio soltanto del suo pubblico e della domanda di informazione indipendente che esso esprime.
Una breve storia personale a mo’ di premessa
C’è però in me passione civile. C’è sempre stata, sin dagli >> continua a leggere
Un mese e mezzo fa, con l’indice S&P 500 a 1350 punti, la rubrica Settimana finanziaria del Sole 24 Ore, a firma di Walter Riolfi, propose un’analisi della congiuntura economica e delle prospettive dei mercati azionari che attirò la mia attenzione. A ogni passo Riolfi vedeva “spiragli di ottimismo”, al punto da abbandonarsi alla confessione che una recessione negli Usa era uno scenario che lo lasciava “poco convinto”. Per le Borse, secondo lui, “un buon recupero” era da mettere in conto.
Quell’articolo mi parve così dissociato dalla realtà, così fondato su elementi di analisi parziali o distorti da indurmi a >> continua a leggere
Un lettore ha criticato il mio ultimo post L’Italia, le lobby e l’interesse generale, perché sosterrebbe posizioni neoliberiste che finirebbero solo per aumentare le disuguaglianze. Ma come, ho pensato. Mi dichiaro a favore del “disarmo” delle “tante caste” che irrigidiscono e segmentano la nostra società, erigendo barriere e creando discriminazioni tra i cittadini, e mi si obietta che così facendo le disparità crescerebbero? Mi è sembrato un nonsenso.
Il lettore si era peraltro espresso in modi civili, argomentati, pienamente legittimi. Meritava tutto il mio rispetto. Ho così risposto, cercando tra l’altro di mettere >> continua a leggere
Silvio Berlusconi, si sa, non sopporta di essere secondo a nessuno. Così, in questi giorni, prima ha accusato il Partito Democratico di Walter Veltroni di “copiare la sua ricetta liberale” per l’Italia. Poi si è affrettato a competere persino sulla questione morale. A pochi giorni dall’approvazione del codice etico del Partito Democratico, ha annunciato, per bocca del fido Sandro Bondi (nella foto), che anche il Popolo della Libertà si doterà di una regola che garantisca l’irreprensibilità delle candidature.
Eccola: “Eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi quelli che >> continua a leggere
Amo il sabato. Mi posso dedicare ai figli, allo sport, agli svaghi in genere e anche alle amenità – come lo slogan che Silvio Berlusconi avrebbe scelto per la sua campagna elettorale: “Rialzati Italia”. Conoscendo la passione di Berlusconi per i miracoli e il complesso di superiorità da cui è afflitto, immagino che lo slogan sia stato ispirato dall’episodio evangelico in cui Gesù guarisce un paralitico.
“’Alzati – disse allora Gesù al paralitico – prendi il tuo letto e va’ a casa tua’. Ed egli si alzò e andò a casa sua. A quella vista, la folla fu presa da timore e rese gloria a Dio che aveva dato un tale potere >> continua a leggere
Stamani ho aperto i giornali e un aforisma di Ennio Flaiano mi è balenato nella mente, venendomi in soccorso: “Certi vizi sono più noiosi della stessa virtù. Soltanto per questo la virtù spesso trionfa”. Chissà, mi sono detto, forse per noia l’Italia alla fine ce la farà a uscire dalla palude in cui la politica l’ha sospinta.
Su La Repubblica campeggiava questo titolo: “Berlusconi: al voto o in piazza”.
“Eccoci tornati al 1995,” ho pensato, quando Bill Clinton e Boris Yeltsin erano nella fase ascendente della loro parabola presidenziale, l’Inghilterra viveva nel cono d’ombra dell’era Thatcher e l’età di Blair non era >> continua a leggere
Mi sono chiesto quale necessità spinga la RAI a proporre in tutti i suoi programmi d’intrattenimento (o forse sarebbe meglio dire di “trattenimento”) Bruno Vespa che presenta la sua ultima fatica letteraria. Scrupolo informativo al cospetto di una grande opera? Non direi. L’Amore e il Potere, nonostante il titolo impegnativo e la promessa ancor più onerosa di svelare non i retroscena della politica ma quelli dell’anima, non è Guerra e Pace. Non siamo in presenza del caso letterario dell’anno, né tanto meno di un nuovo Tolstoj.
Si tratta allora di una forma di indennizzo per un accesso indebitamente negato al piccolo >> continua a leggere
Italia nella “poltiglia”, come scrive il Censis? O Italia “depressa” come racconta il New York Times? Per la verità c’è un’Italia che resta, almeno in apparenza, vitale e dinamica, capace di attrarre (o forse, più spesso, carpire) cospicui investimenti e fucina di nuove iniziative: penso, naturalmente, all’industria dei partiti politici. Denunciati come “intoccabili” nel libro la Casta di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, sbeffeggiati come “abusivi” nel V-day di Beppe Grillo, i partiti si sono messi lestamente al lavoro.
Passata, a fine settembre, la settimana della moda milanese, sono stati loro a salire sulla >> continua a leggere
Di Silvio Berlusconi è noto l’abbandono con cui si circonda di adoranti yes men. Volendo filosofeggiare (è sabato ed è tempo di pensieri in libertà), direi che ne esistono di due tipi: gli idealisti e i pragmatisti. I primi sono spesso preti, ex comunisti e militari o figli di militari: orfani di un qualche dio, idea o capo a cui prostrarsi. I secondi sono in prevalenza ricercatori del profitto e del potere: lucidi calcolatori del fatto che non c’è scorciatoia più sicura per perseguire il successo nella vita pubblica che ossequiare l’uomo più ricco e potente d’Italia.
Nell’uno o nell’altro caso, vorrei che qualcuno >> continua a leggere
Vorrei fare qualche semplice considerazione sullo sciopero degli autotrasportatori, che nei giorni scorsi ha paralizzato l’Italia. Due sono gli aspetti che mi paiono evidenti e rilevanti, al di là dei mille sottili distinguo che è sempre possibile tracciare in vicende complesse:
a) Più che di uno sciopero si è trattato di una sedizione, pericolosa per l’ordine pubblico e costellata di violazioni della legge (tra cui le minacce, percosse e danneggiamenti a quegli autotrasportatori che avevano deciso di non aderire);
b) Il governo, che per bocca del ministro Bianchi aveva definito “illegale” il blocco e aveva annunciato che le >> continua a leggere