Categoria: finanza comportamentale

Quando finirà la recessione?

Un lettore, Thomas78, mi ha scritto chiedendo da cosa si potrà capire che la recessione economica sta finendo e una ripresa è alle porte. E’ una buona domanda in sé. Ma lo è doppiamente perché pochi, in questo momento, hanno la tendenza a porsela. Siamo nel pieno di una crisi globale, i mercati azionari sono stati travolti da uno dei peggiori bear market della storia, nessuno prevede una rapida svolta. Il pessimismo la fa da padrone e i profeti di sventura sono i più ascoltati cantastorie del tempo.

In tutto ciò, naturalmente, non c’è nulla di nuovo. E’ sempre stato così. Per la generalità delle persone, la fase avanzata >> continua a leggere



Investitori alle prese con l’errore di conferma

23 gennaio 2009, ore 18:32 | 18 Commenti | finanza comportamentale

Una delle trappole a cui gli investitori sono più esposti è l’errore di conferma, o, nel gergo di quel fecondo incrocio tra finanza e psicologia che è la finanza comportamentale, il confirmation bias. Si tratta della tendenza, nelle condizioni d’incertezza tipiche di una decisione d’investimento, a elaborare una qualche interpretazione sulla base di iniziali impressioni, che poi andiamo a rafforzare attraverso una lettura selettiva e distorta dei dati di realtà.

Che succeda davvero, è provato. Ripetuti esperimenti hanno dimostrato come, in genere, noi sopravvalutiamo le informazioni che confermano i nostri orientamenti di >> continua a leggere



Il ’29 e noi: Bear market a confronto

5 dicembre 2008, ore 0:11 | 19 Commenti | finanza comportamentale, mercati azionari

Si va dicendo: questa è la più brutta crisi da una generazione e forse del dopoguerra. Insomma, la più profonda crisi dal ’29 e dalla Depressione degli anni ‘30. E anzi, una crisi che ricorda proprio il ’29, sperando – beninteso – che non finisca per esserne addirittura peggio. Ora, mettiamo un freno all’ansia. Ma davvero sta succedendo “un ventinove”?
In situazioni di incertezza, di fronte ad eventi nuovi, complessi e difficili da valutare, il ricorso a stereotipi è una scappatoia diffusa. Ma ci aiuta a capire? C’è da dubitarne. Più spesso ci induce in errore, congelando le nostre facoltà critiche in confronti >> continua a leggere



Panico e miopia degli investitori

Esiste una regola aurea dell’investimento azionario? Penso di sì. L’ha formulata il più grande investitore di tutti i tempi, Warren Buffett, e recita così: “Sii timoroso quando tutti sono avidi, avido quando tutti sono timorosi.” Se questa massima, semplice e paradossale, è aurea è perché, come Buffett dimostra da oltre mezzo secolo, si è rivelata nel tempo straordinariamente redditizia. E una riprova della sua efficacia, che va oltre l’eccezionalità di un caso individuale assumendo quel carattere di generalità che esigiamo, appunto, da una regola, sta in un grafico che ho già di recente utilizzato ma che merita qualche >> continua a leggere



Quant’è rischioso l’eccesso di fiducia in sé

Mi ha scritto un lettore facendo degli appunti, civili e motivati, a uno dei miei post. Gliene sono grato. Le critiche costruttive sono di stimolo e arricchiscono i punti di vista. Mi ha però colpito un particolare, il nickname di prettysmart, che come biglietto da visita mi è parso troppo impegnativo e anche – come vedremo – rischioso. Non conosco la persona che si cela dietro a una tale ammissione di talento fuori dal comune. E dunque non è di lei che parlerò. Ma del piccolo dettaglio di un nick vorrei approfittare per introdurre un grande tema che da tempo intendevo affrontare, e cioè quello dell’eccesso di fiducia nei nostri >> continua a leggere



Le banche, i media e il piccolo investitore II

Riprendo da dove avevo interrotto la prima parte di questo post, analizzando qualche caso concreto del problematico rapporto tra media e piccoli investitori nel nostro paese. Un po’ alla cieca, dal mucchio di giornali accatastati nel mio ufficio, estraggo gli ultimi numeri de Il Mondo, settimanale economico del gruppo Rizzoli Corriere della Sera (RCS), e di CorrierEconomia, inserto settimanale del Corriere della Sera. Si tratta di pubblicazioni considerate di qualità, leader di mercato a larga diffusione. Sono anche testate ad alto rischio di conflitto d’interessi, vista la preponderanza di gruppi finanziari nell’azionariato di RCS: >> continua a leggere



Le banche, i media e il piccolo investitore I

Questo blog vorrebbe essere anche un manuale di sopravvivenza per il piccolo investitore. Che ce ne sia bisogno, non c’è dubbio. Il piccolo investitore, nel competitivo e aggressivo mondo della finanza, è infatti una preda ambita. Per un’autodifesa efficace, il primo passo da fare è cercare di comprendere bene chi siano i predatori e quali siano le loro tecniche di caccia.

Sul secondo punto, la risposta è facile: quasi sempre sono la storia seducente e l’informazione capziosa che inducono in errore.

E se questo sembra un pericolo da poco, bisognerebbe riflettere più a fondo su una massima che il grande Warren Buffett ripete >> continua a leggere



I benefici del lungo periodo

Si sente spesso dire che il bravo investitore ignora le fluttuazioni di breve periodo e bada ai risultati di lungo periodo. Ma non sempre è chiaro il perché. E si finisce per fare il contrario, cercando il rapido profitto o battendo in ritirata al primo rovescio di mercato. Esistono dunque i benefici del lungo periodo? E quali sono?

Chi prova a spiegarli si concentra di solito sul più evidente, il fattore costi. E’ indubbio che la compravendita frequente di titoli, sulla spinta delle continue oscillazioni dei mercati, comporta costi di intermediazione, spread e tasse la cui incidenza può essere notevole, nell’ordine di diversi >> continua a leggere